Disegnare lo spazio grazie ad una materia impalpabile la luce.

Dal neon alle tecnologie più d’avanguardia, l’illuminazione, spesso colorata, diventa protagonista dell’architettura. E di tanti altri progetti.

Project LuceControCorrente: EXPLOSION 

Disegnare con l'immateriale, creare spazi fisici, emozioni concrete, visioni definite, ma restando nel campo dell'intangibile. Questo è lavorare con la luce. Che dona la possibilità di mettere in risalto oppure nascondere, di dare o cambiare colore, di creare atmosfere, silhouette, ritmi ad ambienti, oggetti, persone. Oltre i luoghi dell'arte e dello spettacolo, spazi pubblici come parking o pub, ma anche residenze private, grazie a una studiata illuminazione ipercromatica si trasformano in luoghi mutevoli, avvolgenti, capaci di sintonizzarsi e influenzare l'emotività. 

Luce significa spazio, senza di essa sparisce, non c'è niente di più piccolo di un ambiente nero e, al contrario, il bianco lo dilata sempre. Le differenti lunghezze d'onda della luce vengono interpretate dal cervello come colori, ma non a tutti i colori possiamo associare una lunghezza d'onda precisa, dunque la sensazione dell'ambiente circostante è frutto di soggettività e sfuggevoli incidenze. Di giorno il sole è l'unica lampada che interrompe sempre le diverse aree, ma non dà mai la stessa luce perché dipende dal meteo. Di notte i giochi di luci artificiali trasformano gli ambienti. 

Molto interessante in architettura è giocare con la luce: su una linea luminosa ciascuno immagina il proprio personalissimo skyline e le proprie luci colorate. Sfuocate, a contrasto, pure, ritmiche, fredde, calde, sensuali.

La nostra comprensione del colore può essere realizzata solo attraverso la presenza della luce. Regolando le cromie, si mette in evidenza l'intensità e la composizione degli elementi architettonici, oltre che se ne possono creare di nuovi. 

La luce è elemento necessario per dare forma a ogni cosa, soggettivo e impalpabile come un'emozione. 

E luce sia.