Mi illumino di bello

  • Intervista di Elena Lombardi per Arteinworld

Francesco Bargnani opera nel mondo del design della luce, pensando i suoi progetti come parte integrante della vita dei clienti, oggetti estetici e talvolta mimetici ma con la grande forza di poter influire sulla qualità degli ambienti.

Quando è iniziata la tua esperienza nel mondo dell’illuminotecnica e del design? Nel 1988 aprii il mio primo negozio in provincia di Brescia, ne seguì un altro 4 anni più tardi, in provincia di Mantova, ma allora ero appunto un commerciante. Nel frattempo avevo cominciato a disegnare e costruire lampade che nascevano da richieste di una clientela sempre più esigente e soprattutto sempre più alla ricerca di un’illuminazione personalizzata. L’amicizia con Bruno Dedoro e la collaborazione con la sua azienda Coema, leader mondiale dell’illuminazione per lo spettacolo, mi ha consentito poi di conoscere al meglio tutto quello che è tecnologia ad altissimo livello.

Progettare la luce significa avere a che fare con tre elementi fondamentali: la tecnica, in continua evoluzione, l’estetica e il fruitore. Come ti relazioni e quali sono le tue priorità?

La priorità assoluta è sempre il cliente con le sue esigenze. Nella nostra struttura siamo in grado di realizzare dalla a alla z, finiture comprese, qualsiasi prodotto personalizzato. La stampa 3D ci permette di essere anche molto veloci nella realizzazione di qualsiasi progetto ed il continuo aggiornamento, la ricerca di nuove tecnologie, fanno parte del nostro essere. L’estetica, il design, spesso nascono proprio dalle esigenze di cantiere, il confronto, l’ascolto delle aspettative del cliente mi portano a disegnare il prodotto che poi sarà suo.

Sentimento - dalla collaborazione con Marco Nereo Rotelli

L’evolversi delle nuove tecnologie sta portando ad avere sempre più luci progettate e progettabili dalle persone, nel senso che il fruitore può regolare l’intensità, la durata, il colore, il ritmo della luce. Come si approcciano i tuoi progetti a queste novità?

Rischio di sembrare presuntuoso, ma queste novità, come dicevo prima, per me sono cominciate ormai quasi 20 anni fa con l’arrivo del led. La possibilità di poter usufruire della tecnologia del mondo dello spettacolo mi ha avvantaggiato molto in tutto questo. L’illuminazione cosiddetta architetturale per interni ed esterni e l’illuminazione per lo spettacolo allora viaggiavano su binari completamente diversi. Io ho ”rubato” la tecnologia da una parte e il design dall’altra, fondendo due settori che fino allora non si erano mai incontrati.

Quale è il tuo prossimo progetto?

L’amicizia nata in questi anni con artisti contemporanei mi ha portato a sviluppare una nuova idea, trasformare opere d’arte in opere luminose. Credo sia il progetto più ambizioso da me mai tentato e l’esperimento è già in corso. Ho scelto una trentina di opere di amici artisti e con la loro collaborazione le ho trasformate in lampade: non più solo arte da ammirare ma anche da usare, opere preziose che diventano opere luminose utilizzate come vere e proprie lampade d’arredo realizzate in diversi materiali e illuminate utilizzando la tecnologia del led.

Big Scribble - dalla collaborazione con Nicola Guerraz